lunedì 5 novembre 2007

Anzi ce l'ho fatta...ecco il mio compitino! (Spero vada bene)

Il linguaggio PostScript
Leggendo il capitolo “Codifica informazione” mi sono soffermata sul linguaggio PostScript, realizzato e brevettato dall’azienda Adobe nel 1985. Incuriosita, ho cercato informazioni su questo linguaggio, in quanto non ne sapevo assolutamente niente. Per prima cosa è bene definire cosa è il linguaggio PostScript: il Postscript va considerato come un vero e proprio linguaggio di programmazione. Lo scopo principale per cui venne ideato era lo sviluppo di uno strumento per descrivere pagine di testo e grafica in modo indipendente dalla risoluzione e dal dispositivo di visualizzazione. Grazie a questo linguaggio quindi è possibile trasferire da un computer ad un altro informazioni senza perdita di qualità.
Progetto NeXT
Uno degli esempi più interessanti e a suo tempo innovativi di questo linguaggio fu il progetto NeXT di Steve Jobs. Il computer NEXT infatti era stato sviluppato pensando di far gestire sia lo schermo che la stampa dal linguaggio PostScript.
La NeXT Computer era una società fondata nel 1985 da Steve Jobs. L'obiettivo della società era di creare una nuova rivoluzione del campo dell'informatica. Per realizzarlo i soci fondatori della NeXT passarono al vaglio le nuove tecnologie sviluppate dalle università e dalle aziende di informatica al fine di realizzare il miglior Personal Computer che fosse mai esistito.
il primo computer, il NeXTcube, fu presentato solo nel 1990, quasi cinque anni dopo la fondazione della società. Il primo modello non ebbe successo: era molto costoso per essere un Personal Computer e alcune scelte progettuali si rivelarono troppo ardite. Le prime macchine erano soggette a frequenti guasti, inoltre il fatto che la macchina non fosse dotata di hard disk, ma solo del disco magneto-ottico, creò non pochi problemi agli utilizzatori. La NeXT, visto lo scarso successo della macchina, ne sviluppò una nuova versione che risolveva sia i problemi di affidabilità che quelli legati all’ hard disk. La nuova versione venne presentata nel 1991 e ottenne un riscontro dal mercato migliore della precedente.
Le scelte adottate da NeXT per i suoi computer non erano sbagliate ma solo troppo avanti nei tempi, difatti moltissime delle innovazioni che introdusse sono poi state integrate nei Personal Computer più diffusi, e le macchine della Next sono state spesso utilizzate come piattaforma di sviluppo per alcuni dei software che hanno cambiato la storia dell'informatica. L'esempio più eclatante è il World Wide Web: Tim Berners-Lee lavorò al primo web browser (WorldWideWeb) e al primo web server proprio su un computer NeXT.
Spesso è così …
… voglio concludere con una mia osservazione, o meglio, con una cosa che mi è venuta in mente mentre leggevo le informazioni che ho riportato sopra. Pensavo che spesso è così… grandi menti (e non solo) intuiscono cose che possono cambiare, anche poco, il “mondo”, ma alcune hanno la sfortuna di farlo nel periodo sbagliato… è un po’ anche questione di fortuna!

Melissa

P.S. Spero vada bene, se c'è qualcosa che non va o qualcosa di sbagliato mi piacerebbe saperlo!Grazie

1 commento:

Andreas Formiconi ha detto...

Bene Melissa.

Di sbagliato forse c'è solo il chiedersi se c'è qualcosa di sbagliato. Trapela il valore assoluto conferito allo sbaglio da un'istruzione distorta che tutti abbiamo subito. Certo, gli sbagli esistono ma non sono una cosa negativa. Sono una componente essenziale dell'apprendimento. Gli sbagli sono poi contestuali, uno sbaglio può esser tale in un contesto ma non in un altro. Non è una critica alla tua frase, Melissa, ne ho solo approfittato per fare un commento insieme.

Fai bene a mettere l'inciso ... grandi menti (e non solo) .... Le intuizioni le hanno tutti. La differenza sta nel fatto di mantenere la giocosità e la passione di lanciarle nel mondo, per vedere se possono vivere, come fanno i bambini che ti piacciono tanto, Melissa.

Abbiamo molto da imparare dai bambini, più di quanto noi insegniamo loro, forse.

È un grave sbaglio (!) insegnare loro la paura dello sbaglio ...